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Gianni Rodari, una vita tra i bambini. Il figlio di un fornaio che diventa il genio delle fiabe.

Quando nasce era il 1920 e sono passati oltre 100 anni ma l'amore per tutti i bambini del mondo, anche dall'alto è più vivo che mai e questo è dimostrato dalle tante scuole italiane che portano proprio il suo nome.


Gianni Rodari nasce il 23 ottobre nel 1920 ad Omegna, fu figlio di un fornaio, ma lo perse quando era molto piccolo, purtroppo, aveva soltanto 9 anni e ne parla dicendo che non ricorda molto, solo un piccolo dettaglio, ovvero cerca sempre di riscaldarsi la schiena proprio nel forno, mentre ricorda anche che era un uomo buono, tanto che una volta uscì con il temporale solo per aiutare un gattino e proprio questo lo portò alla morte per broncopolmonite, ma di lui purtroppo il nostro scrittore non ricordava il volto e nemmeno gli atteggiamenti.


Il primo libro che lesse Rodari fu Cuore di Edmondo De Amicis e fu molto ingegnoso in quanto a 10 anni costruì uno strumento musicale fatto con vecchie scatolette di lucido di scarpe e per anni studiò il violino e con due amici formò anche un trio, insieme andavano a suonare nelle osterie.


Si diploma come maestro a soli 17 anni e nel 1983 fece anche il precettore presso una famiglia di ebrei che erano fuggiti dalla Germania e poi insegnò in vari paesi ed era molto amato dai suoi bambini, tanto che lo aiutavano a scrivere le sue opere, successivamente divenne anche giornalista presso il giornale "L'Unità".


Risale al 1951 la pubblicazione de "Il romanzo di Cipollino" e "Il libro delle filastrocche" e da qui la sua fama cresce sempre di più, cosi, nel 1962 si ha la pubblicazione di "Favole al telefono", nel 1973 di "Novelle fatte a macchina" e nel 1978 arriva "C'era due volte il Barone Lamberto" e tra le tante cose che scrisse, si ha anche un volume dal titolo "Grammatica della fantasia" in cui afferma che il processo dell'invenzione si trova proprio all'interno della natura umana e potrebbe essere scatenato dall'accostamento di due parole o di due situazioni, cosi lui stesso afferma:


"Cosa succederebbe se la città di Reggio Emilia si mettesse a volare? E se un coccodrillo si presentasse a Rischiatutto?"


Inoltre, secondo questo grande scrittore per bambini "Sbagliando si inventa" ed infatti, dedicò agli sbagli un bellissimo scritto: "Il libro degli sbagli" e qui si trovano delle filastrocche, come:


"Per colpa di un accento

Un tale di Santhià

credeva d'essere alla meta

ed era appena a metà"


Ed inoltre, sosteneva che le fiabe sono le migliori alleate della fantasia, e la cosa per lui fondamentale era la scuola, ed infatti, affermò:


"Nelle nostre scuole si ride troppo poco. Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?"


Inoltre, alcuni suoi testi divennero delle canzoni, questo grazie a Sergio Endrigo e il più grande successo è ovviamente "Ci vuole un fiore", inoltre, Rodari è l'unico italiano ad aver vinto nel 1970 il Premio Andersen che è il Nobel della letteratura per l'infanzia ed è cosi fondamentale nella nostra cultura, anche perché i suoi testi sono stati tradotti in 50 lingue ed è molto popolare anche in Russia ed uno dei suoi romanzi, precisamente "Cipollino" venne trasposto in film e nel 1996 Enzo D'Alò ha girato un film d'animazione, cioè "La freccia Azzurra" tratto proprio dal romanzo di Rodari del 1964.


Nel suoi ultimo anno di vita fece in tempo a difendere i cartoni animati giapponesi dalle critiche di allora, scrivendo in particolare:


"Invece di polemizzare, cerchiamo di far parlare i bambini di Goldrake, questa specie di Ercole moderno. Il vecchio Ercole era metà uomo e metà Dio, questo in pratica è metà uomo e metà macchina spaziale, ma è lo stesso, ogni volta ha una grande impresa da affrontare, l'affronta la supera. Cosa c'è di moralmente degenerante rispetto ai miti di Ercole?"


Nel 2020, per il centenario della sua nascita, Mondadori lo ha inserito nella prestigiosa collana dei "Meridiani ed il suo progetto per la vecchiaia era fare il burattinaio tanto che voleva farsi crescere una lunga barba bianca per poi scrivere storie solo per i suoi burattinai, ma purtroppo morì troppo presto, a soli 59 anni, nel 1980.


Tra le filastrocche che troviamo nel romanzo "Favole al telefono", possiamo ricordare "Il sole e la nuvola:


Il sole viaggiava in cielo,

allegro e glorioso sul suo carro

di fuoco, gettando i suoi raggi

in tutte le direzioni, con grande

rabbia di una nuvola di umore

temporalesco, che borbottava:

"Sciupone, mano bucata,

butta via, butta via i tuoi raggi,

vedrai quanti te ne

rimangono".


Nelle vigne ogni acino d'uva

che maturava sui tralci rubava

un raggio al minuto, o anche

due; e non c'era filo d'erba

o ragno, o fiore, o goccia

d'acqua, che non si prendesse

la sua parte.

"Lascia, lascia che tutti

ti derubino: vedrai come

ti ringrazieranno, quando

non avrai più niente da farti

rubare"


Il sole continuava

allegramento il suo viaggio,

regalando raggia a milioni,

a miliardi, senza contarli.

Solo al tramonto contò i raggi

che gli rimanevano:

e guarda un pò, non gliene

mancava nemmeno uno.

La nuvola, per la sorpresa,

si sciolse in grandine. Il sole si

tuffò allegramente nel mare.

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