La musica è passata dallo smoking ai fumogeni colorati
- REDAZIONE

- 12 giu
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Probabilmente Beethoven non si sarebbe mai presentato sul palco con fumi,, costumi piumati e 40 ballerini, come fa oggi Lady Gaga. Ma la storia dei concerti è lunga è variegata.
La prima esibizione a pagamento di cui si abbia memoria risale al 1672 quando John Banister, un violinista inglese si esibì a Londra al costo di uno scellino per spettatore.

Franz Liszt fu invece il primo a esibirsi da solo per un'intera serata, inventando nel 1840 il "Recital": inoltre girò il pianoforte di profilo affinché il pubblico potesse ammirare il suo volto e le sue mani. il Romanticismo introdusse l'abito scuro per gli orchestrali, il buio in sale e l'obbligo del silenzio durante l'esecuzione: tutto per non distrarre dalla musica.
Ma il rock si ribellerà al rigore formale della musica classica per riportare i concerti alle origini: un grande rito popolare e quasi "tribale". Il punto di non ritorno avviene il 15 agosto 1965, quando i Beatles suonano allo Shea Stadium di New York davanti ad oltre 55mila persone: è la prima volta in uno stadio.
E oggi? La musica non basta più. Dagli anni 80 si sono svilupatti enormi impianti audio, giochi di luce, megaschermi computerizzati, laser e macchine del fumo, trasformanio i concerti in uno show anche visivo e a volte pure virtuale: nel tour "Voyage", per esempio, si sono esibiti gli "ABBAtars", avatar digitali dei cantanti del gruppo svedese, identici a come apparivano negli Anni 70




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