I Giardini verdi di Villa Medici laboratorio nel cuore di Roma di sperimentazione architettonica
- Redazione

- 9 mag
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I Giardini storici di Villa Medici, a Roma, si trasformano ancora una volta in un cantiere di idee, sperimentazioni e pratiche progettuali.

Giunto alla sua quinta edizione, il "Festival des Cabanes", in programma dal 20 maggio al 28 settembre, consolida una formula ormai riconoscibile: fare dell'architettura un terreno di confronto aperto, accessibile e immerso nel paesaggio, capace di interrogare il presente attraverso forme essenziali e spesso temporanee. Fin dalla sua nascita, il Festival ha scelto la capanna come dispositivo teorico e pratico, Il risultato è un percorso espositivo che invita il pubblico a muoversi tra istallazioni in legno, metallo e materiali di recupero, in dialogo diretto con il patrimonio rinascimentale dei giardini. L'edizione 2026 presenta sei nuove capanne, affidate a team internazionali con approcci e sensibilità differenti. Bento Architecture propone una rilettura dell'archetipo della cupola romana, svuotandone la monumentalità per restituirla sotto forma di struttura leggera e sospesa, quasi filiforme. Un gesto che ribalta i codici della tradizione, aprendo a una riflessione sul peso simboli dell'architettura classica. L'opera, coprodotta dal Centre Wallobie-Bruxelles/Paris, proseguirà il suo percorso espositivo nel 2027. Dalla Svizzera arriva invece il progetto sviluppato da Ecal / Ecike Cabtibake D'Art De Lausanne in collaborazione con "Mutina", azienda specializzata in ceramiche. Sotto la direzione artistica del designer Ronan Bourollec, prende forma un intervento che si gioca con l'illusione ottica. Si tratta di una parete trompe-l'oeil che si espande fino a diventare spazio, tradformando un elemento bidimensionale in architettura abitabile. La Fondation Huttopia guarda poi ai saperi ancestrali delle comunità "Cree" del Grande Nord canadese, proponendo un prototipo di abitazione sostenibile pensato per resistere alle condizioni estreme del clima artico. Un progetto che mette al centro il dialogo tra tradizione e innovazione, sottolineando come le conoscenze indigene possano offrire risposte concrete alle sfide ambientali contemporanee. In un'ottima di economia circolare si inserisce il contributo della Naba, accademia di arte e design con sedi a Milano e Roma.
Il progetto reimpiega materiali proveniente dall'edizione 2025 del festival per realizzare un sistema di seduta, dimostrando come il riuso possa diventare non solo necessario ma anche opportunità progettuale.
Gli studi Pria e Velia lavorano invece su un tema cruciale come il raffrescamento passivo, combinando travertino e vasi in terracotta in un sistema che sfrutta le proprietà naturali dei naturali dei materiali per regolare la tempratura. Una soluzione che richiama tecniche tradizionali adattandole al contesto contemporaneo. Infine, lo studio Salazarseqyeroomedina firma un doppio intervento: la "Vabbane 7L", padiglione di lettura immerso nel verse e ispirato alla Camera degli Uccelli di Villa Medici, e la "Librairie 7L x Villa Medicis", una libreria effimera che accompagna il percorso espositivo con una selezione di testi dedicati ai temi del Festival. Accanto alle installazioni, la programmazione si arricchisce ei eventi multidisciplinari, confermando la vocazione del Festival come piattaforma di incontro tra architettura, arte e pensiero.




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