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La Nascita della Repubblica Italiana: Dal Referendum al Miracolo Economico

Il 2 giugno 1946 rappresenta una data spartiacque per la storia del nostro Paese. Attraverso un referendum popolare, gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica: il 54,3% degli elettori scelse la Repubblica, sancendo la fine del regno dei Savoia con un margine di circa 2 milioni di voti.  


Questo storico traguardo fu il risultato di un percorso lungo e travagliato, le cui radici affondano nella caduta del fascismo e negli eventi cruciali della Seconda Guerra Mondiale.  


Le tappe fondamentali verso il voto


  • 25 luglio 1943: La destituzione e l'arresto di Benito Mussolini segnano l'inizio del cambiamento. Il re affida il governo al maresciallo Pietro Badoglio.  

  • La Liberazione e il CNL: Dopo l'ingresso degli alleati a Roma nel giugno 1944, il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN, nato nel settembre 1943 e composto da tutti i partiti antifascisti) si oppone a un nuovo mandato a Badoglio. Si arriva così alla nomina di Ivanoe Bonomi alla guida del governo.  

  • La Svolta di Salerno: Per superare le divisioni e dare priorità alla fine della guerra e alla ricostruzione, il leader comunista Palmiro Togliatti propone di rinviare la questione istituzionale (la scelta tra monarchia e repubblica), favorendo la nascita di governi di unità nazionale.  



Il voto del 2 giugno 1946 e l'Assemblea Costituente

Oltre a scegliere la forma dello Stato, il 2 giugno i cittadini votarono per eleggere l'Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova Costituzione. Le urne delinearono chiaramente i nuovi equilibri politici del Paese:  

  • La Democrazia Cristiana (DC) si affermò come primo partito con il 35,2%.  

  • Il Partito Socialista (PSI) ottenne il 20,7%, superando di misura il Partito Comunista (PCI) fermo al 20,6%.  

  • Sorprese il movimento dell'"Uomo Qualunque" di Guglielmo Giannini (5,3%), un partito di stampo conservatore caratterizzato da una profonda sfiducia nelle istituzioni e nei partiti tradizionali, da cui nacque il termine "qualunquismo".  

Dal Centrismo al Miracolo Economico


L'esperienza dei governi di unità nazionale si concluse nel maggio del 1947. Le celebri elezioni del 1948 inaugurarono la stagione del centrismo democristiano, guidato da Alcide De Gasperi, e segnarono l'inizio di una rigida contrapposizione tra DC e PCI (in linea con le dinamiche internazionali della Guerra Fredda).  

Nonostante le profonde divisioni politiche, l'Italia dimostrò una straordinaria capacità di ripresa, risorgendo dalle proprie macerie per dare vita, di lì a poco, alla straordinaria stagione del "miracolo economico".  


I Capi dello Stato

Dalla nascita della Repubblica a oggi, la più alta carica dello Stato è stata ricoperta da figure di grande rilievo. Ecco la cronologia dei Presidenti della Repubblica:  

  • Enrico De Nicola (1946-1948) – Primo Capo provvisorio e poi Presidente dal 1° gennaio 1948.  

  • Luigi Einaudi (1948-1955)  

  • Giovanni Gronchi (1955-1962)  

  • Antonio Segni (1962-1964) – Dimessosi nel 1964.  

  • Giuseppe Saragat (1964-1971)  

  • Giovanni Leone (1971-1978) – Dimessosi nel 1978.  

  • Alessandro Pertini (1978-1985) – Dimessosi nel 1985.  

  • Francesco Cossiga (1985-1992) – Dimessosi nel 1992.  

  • Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999) – Dimessosi nel 1999.  

  • Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006) – Dimessosi nel 2006.  

  • Giorgio Napolitano (2006-2015) – Primo Presidente a essere eletto per un secondo mandato (nel 2013) a causa dell'incertezza politica.  

  • Sergio Mattarella (In carica dal 3 febbraio 2015).  

 
 
 

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