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"La pennicanza" è finita, c'è più tempo per la pennichella

Finisce "La pennicanza" (per la precisione il 5 giugno). e quindi possiamo finalmente tornare a fare le nostre pennichelle. Perché chi mai poteva dormire dopo pranzo mentre in onda c'era quell'uragano di Fiorello? Il programma ha però avuto il pregio di richiamare l'attenzione su una pratica forse troppo trascurata (coma che lo stesso Fiorello adora): il Sonnellino.

Controra o siesta?

Tanto per cominciare bisogna scegliere il nome giusto. se gli italiani lo chiamano "pisolino", gli spagnoli preferiscono il più nobile "siesta", parola che arriva direttamente dal latino: infatti la "sexta ora" ( secondo il calcolo romano) era il momento più caldo della giornata, quando il lavoro nei campi e nelle piazze si fermava. C'è poi un termine elegante ma un pò desueto ancora molto diffuso al Sud: la "controra". Mentre gli americani preferiscono "power nap": che mette subito le idee in chiaro.


E in effetti diversi studi dimostrano che un breve pisolino può aumentare la nostra produttività. Secondo i dati della Nasa, un pisolino di soli 26 minuti può migliorare le prestazioni del 34% e la prontezza di riflessi del 54%. E riduce addirittura il rischio di malattie cardiache.


Ne era convinto anche il Primo Ministro inglese Winston Churchill, che diceva: «Non dovreste pensare di lavorare meno perché dormite durante il giorno. Al contrario, riuscirete a fare di più». Il grande statista si svestiva completamente indossava il pigiama e si infilava a letto ogni pomeriggio intorno alle 14.30 per almeno un'ora. Questo rito gli permetteva d restare lucido e autorevole durante le lunghe riunioni notturne con i generali durante la Seconda guerra mondiale.


Anche il pittore spagnolo Salvador Dalì amava fare brevi pisolini utilizzando il "metodo della chiave" . Si sedeva su una poltrona con una chiave di metallo tra le dita e un piatto per terra: appena si addormentava, la chiave cadeva, il rumore lo svegliava e lui riportava sulla tela le immagini surreali intraviste nel dormiveglia.


Altri "pisolatori" celebri: l'inventore americano Thomas Edison aveva lettini sparsi nel laboratorio per brevi "power nap":, John F. Kennedy fece un pisolino alla Casa Bianca tutti i giorni della sua presidenza: Leonardo Da Vinci si concedeva 20 minuti si sonno ogni 4 ore.


Ma il più famoso "pisolatore" contemporaneo è il tennista Jannik Sinner, che prima di ogni partita si fa una dormitina e si sveglia solo 40 minuti prima di scendere in campo. Per ultimare il riscaldamento fisico al massimo della freschezza e della concentrazione.


In Giappone molti lavoratori praticano "inemuri", che consente di schiacciare con discrezione pisolini in ufficio. Il bello è che questa usanza viene molto apprezzata dai superiori perché è considerata un segno di dedizione estrema al lavoro. Pure in Cina il pisolino dopo pranzo ("wujiào") ha una consolidata tradizione, tanto che molti operai si portano il cuscino in fabbrica.


Anche diverse aziende occidentali hanno cominciato a introdurre "zone del pisolino" in ufficio. Tra queste, il colosso Google: «Nessun lavoro è davvero completo senza una postazione per il pisolino ("Nap-Pod")» ha detto David Radcliffe, ex alto dirigente della società di Mountain View.


Nel 2010 a Madrid 360 persone parteciparono al Primo Campionato Nazionale di Siesta. Il primo premio (di 1.000 euro) andò ad un certo Padro Soria Lopez.


La tradizione islamica raccomanda il "qailulah", un riposino rigenerante da praticare subito prima o dopo il pranzo.


Negli asili finlandesi i bambini fanno pisolini all'aperto (ovviamente ben coperti) per rafforzare il sistema immunitario. La temperatura considerata ottimale è di -5°

 
 
 

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