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Ultimo parla di sogni a una folla di ragazzi


"Professore ma perché il giorno dopo un concerto mi sento sempre anestetizzato? Quando la mattina seguente mi sveglio il mondo esterno mi appare distante e irreale".

A porre questa domanda allo psichiatra e sociologo Paolo Crepet è stato Ultimo (Niccolò Moriconi) in un incontro che si è tenuto all'Università degli Studi di Tor Vergata a Roma lo scorso 22 maggio.

L'evento, aperto agli studenti, è stato un occasione per il cantautore romano non solo di confrontarsi con centinaia di ragazzi e coetanei su temi che li riguardano da vicino, ma anche di raccontare che cosa accadrà tra poche settimane..

Il 19 giugno uscirà il suo nuovo album, "Il giorno che aspettavo", che è stato anticipato dal singolo "Romantica", e il 4 luglio Ultimo sarà protagonista di "La favola per sempre", concerto con 250.000 spettatori che si terrà alla valle di Calatrava a Tor Vergata (Roma).

Per Niccolò sarà una sfida artistica, personale ed emotiva.

Durante l'incontro il cantuore si è mostrato senza filtri, sincero e diretto, raccontando anche le proprie fragilità e le emozioni che vive come artista e da ragazzo di 30 anni.

"Una persona molto vicina a me mi ha consigliato di lavorare non solo per il 4 luglio, ma anche e soprattutto per il 5" ha detto "Come mi sveglierò la mattina dopo il grande evento? Vedremo, ma la sensazione che solitamente provo il giorno successivo a un concerto è davvero... strana. Ricevo talmente tanto amore da decine di migliaia di persone che questa esplosione di affetto è difficile da assimilare". Poi ha aggiunto: "Sono prima di tutto Niccolò un ragazzo che fa ciò che fanno tutti i suoi coetanei ogni giorno. Poi sono anche Ultimo, un ragazzo che scrive canzoni, suona il pianoforte e canta: due aspetti della mia vita da tenere in equilibrio e non è facile. Forse allora è proprio per questo che dopo lo tsunami di un concerto mi sento cosi? C'è una spiegazione scientifica a tutto ciò, professore?"

Subito la rassicurante risposta di Crepet, rivolta non solo a Ultimo ma anche agli studenti presenti: "Tranquillo, Nicolò. E anzi, meno male che provi queste sensazioni. Sentirtisi strani, fuori dal mondo o avere la nausea dopo aver ricevuto tante amore da tante persone per aver fatto qualcosa che ami è davvero normale!"

Davanti agli studenti ha ribadito più volte che al centro di tutto non c'è lui, ma le sue canzoni.

"Non affido totalmente a me il motivo per cui un mio brano ha successo e arriva a chi lo ascolta.. Lo affido a qualcosa che forse non esiste nemmeno. Io sono un tramite. O meglio, sono una persona che sente l'esigenza di suonare, scrivere e cantare. E lo fa".

Parlando all'Università, Ultimo ha poi raccontato alcuni ricordi legati alla sua infanzia,.

"Quando ero piccolo e guardavo un film in tv premevo il tasto muto del telecomando perché immaginavo di mettere una canzone in sottofondo. Lo facevo perché credo davvero che la musica sia in tutto ciò che facciamo, e che ci influenzi anche in modo inconscio". E ancora: "Per me poi è sempre stata una questione di vita o di morte. Ho iniziato a suonare il pianoforte a 8 anni e da quel momento non mi sono più staccato. A 14 anni invece ho scritto la prima canzone".

Nel corso dell'incontro il cantante ha parlato inoltre dei desideri che aveva e di come alcuni, col tempo, siano diventati realtà.

"Da piccolo mi capitava di addormentarmi e fare un sogno ricorrente: io che mi esibivo allo Stadio Olimpico di Roma. Com'è possibile che da bambino sognavo questo e poi ho fatto davvero concerti tutti miei proprio lì? Forse c'è una connessione tra la visione di un evento e la realizzazione dello stesso?" Si è domandato sorridendo.

"E' vero che la frase "Insegui i tuoi sogni" è banale e la sentiamo troppo spesso. Però è vera. Se ci crede davvero in qualcosa bisogna andare avanti. Ci sono delusioni, momenti no, porte in faccia, ma non bisogna abbattersi".

E la dimostrazione di ciò che ha detto gli studenti ce l'hanno proprio davanti gli occhi.

"Quando ero minorenne feci un provino per entrare ad Amici ma non mi presero" ha ricordato infatti Ultimo.

"Probabilmente avevano ragione perché all'epoca



non ero pronto. Oggi lo so, ne sono cosciente, anche perché Maria qualche tempo fa mi ha mandato il video del mio provino e devo dire che, se fossi stato un giudice, nemmeno io avrei fatto passare qual ragazzino".

Tra le domande degli studenti una ha colpito: "Come hai fatto a superare i tuoi limiti?" E lui ha risposto: "Li ho cantati".


Alfa e Jovanotti cantano insieme

"Buon vento" è il titolo della canzone che Jovanotti e Alfa hanno inciso insieme e pubblicato venerdì 22 maggio.

"Nel brano ci sono due sguardi, lui è il capitano, io sono più all'inizio della rotta" dice Alfa E Lorenzo aggiunge: "C'è sempre da imparare e da divertirsi a fare musica insieme. Alfa lo avevo scoperto prima ancora che avesse un contratto scollando su TikTok".





 
 
 

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