Tacchi del potere del Diavolo veste prada
- Redazione

- 10 ago
- Tempo di lettura: 3 min
Con più di 600 milioni di euro incassati nel mondo "Il diavolo veste Prada 2" è uno dei successi cinematografici della stagione.
Il potere di un "si"
Il primo film nel 2006 ha guadagnato quelli che oggi sarebbero più di 500 milioni di euro.
L'idea di un seguito si è fatta subito strada nella mente dei produttori.
Ma c'era un problema: raramente Meryl Streep (Miranda Priestly) accetta di realizzare prequel dei suoi film, in passato aveva fatta un eccezione soltanto per "Mamma mia!"
Dopo numerosi tentativi e corteggiamenti, l'attrice ha ceduto e ha detto "si".
Ma ci sono voluti 20 anni.
Nessuno mette Miranda in un angolo
Il primo film è tratto dal romanzo omonimo di Lauren Weisberger, che nel 2013 scrisse il seguito "La vendetta veste Prada. Il ritorno del diavolo" (pubblicato in Italia da Piemme).
La sceneggiatrice Alice Brosh McKenna e il regista David Frankel decisero di non seguire la trama del secondo romanzo per realizzare il nuovo film. Il motivo? Nella storia il personaggio di Miranda aveva troppo poco spazio.
Galeotto fu il tappeto rosso
Il set di "Il diavolo veste Prada 2" è stata l'occasione per Stanley Tucci (Nigel) ed Emily Blunt (Emily) di lavorare nuovamente assieme.
I due sono nel frattempo diventati cognati: è stata Emily Blunt a presentare asl collega Tucci la sorella Felicity alla premiere del "Diavolo 1" a New York.
Tra i due non è stato amore a prima vista: si sono ritrovati 4 anni dopo al matrimonio di Emily Blunt con l'attore John Krasinski e da allora non si sono più lasciati.
Nel 2012 si sono sposati e hanno avuto due figli, Matteo Oliver ed Emilia Giovanna, di 11 e 8 anni.
Dopo Valentino c'è Donatella
Nel primo film assistiamo a un'apparizione speciale di Valentino Garavani, il leggendario stilista che ci ha lasciati lo scorso gennaio.
Anche il secondo film arruola una delle protagoniste assolute delle passerelle.
Coinvolte infatti Donatella Versace in una simpatica scena che la vede "attovagliata" con Emily Blunt al ristorante Il salumaio di Montenapoleone a Milano.
Milano è la nuova parigi
Cosi come accadde con Parigi nel primo film, il sequel mette al centro un'altra capitale della moda: Milano.
Le riprese si sono svolte a ottobre del 2025 coinvolgendo Palazzo Parigi, l'Accademia di Brera, Palazzo Clerici e spingendosi fino a Villa Arconati e al lago di Como.
La scena in cui Miranda vaga da sola per la Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, è stata girata a notte fonda per scoraggiare fan curiosi.
Code Chilometriche
Per le riprese milanesi sono state coinvolte duemila comparse. A settembre dello scorso anno davanti agli uffici dei casting si sono formate code chilometriche: più di diecimila persone si sono candidate nella speranza di prendere parte al film.
Una Gaga infaticabile
Tra i volti più famosi del secondo film c'è la popstar Lady Gaga, che ha accettato di partecipare dopo aver ricevbuto una telefondata da Meryl Streep. La popstar ha girato a Milano per due giorni, approfittando di una breve pausa del tour "The mayhem ball" tra le tappe di <Londra e Stoccolma., Gaga ha inoltre scritto tre canzoni per la colonna sonora.
L'ultima cena... per finta
Una delle scene più suggestive del secondo film è ambientata di fronte a "L'ultima cena", il capolavoro di Leonardo Da Vinci che si trova nel Convento della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.
Nel film il magazzino "Runway" organizza una lussuosa cena proprio qui.
Le riprese tuttavia non hanno avuto luogo davanti al vero affresco: "L'ultima cena" è stata ricreata uno studio di posa nel quartiere di Turro, nella zona nord est di Milano.
Un taglio per Sydney
Capita spesso che il materiale girato di un film non corrisponda alla versione che arriverà al cinema.
In fase di montaggio vengono tagliate alcune scene per motivi di durata.
Questa è la sorte che è toccata a Sydney Sweeney, attrice in ascesa a Hollywood grazie al ruolo di Cassie nella serie tv "Euphoria".
Nella scena in questione il personaggio di Emily Blunt la aiuta durante una prova d'abito per un evento.
Ma non l'abbiamo mai vista.
Anna Wintour non concede il bis
Sempre in tema di cameo sfumati, nel secondo film avrebbe dovuto esserci anche Anna Wintour, la mitica direttrice di "Vogue Usa" che ha ispirato il personaggio di Miranda Priestly.
La prima era stata già girata, ma il regista David Frankel ha rivelato che il frame era sfocato.
Impossibile chiedere alla Wintour di riflarla, troppo impegno.
Peccato, probabilmente abbiamo perso l'occasione di vedere un siparietto strepitoso.




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