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19 gennaio 1940, oggi il giudice Paolo Borsellino avrebbe compiuto 86 anni

Allegria e passione, ma soprattutto caparbietà, queste sono le caratteristiche dell'eroe palermitano Paolo Borsellino.


Un esempio capace di trasmettere valori alle generazioni future che si susseguono e la sua morte non va mai dimenticata.


Nasce a Palermo nel 1940 nel quartiere della Kalsa, entrambi i genitori sono farmacisti e lui frequenta il Liceo Classico e dopo si iscrive in Giurisprudenza e all'età di 22 anni si laurea con il massimo dei voti.


Nel periodo universitario è membro dell'Esecutivo Provinciale e delegato al Congresso Provinciale e viene eletta come rappresentante studentesco.


Pochi giorni dopo la laurea ha una grave perdita, viene a mancare il padre e cosi si prende la responsabilità di provvedere alla famiglia e nel mentre studia per il concorso in magistratura che supera nel 1963, diventa magistrato per l'amore che nutre verso la giustizia ma non trascura mai i doveri verso la famiglia.


Nel 1965 è Uditore Giudiziario presso il Tribunale civile di Enna e dopo ottiene il primo incarico, ovvero Pretore a Mazzara del Vallo.


Nel 1968 si sposa e nel 1969 viene trasferito a Monreale dove inizia a lavorare con il Capitano dei carabinieri Emanuele Basile, nel 1975 viene trasferito al Tribunale di Palermo ed entra nell'ufficio Processi Penali sotto la guida di Rocco Chinnici, altra vittima di mafia e con il Capitano Basile lavora sulla mafia e da qui inizia il suo lungo lavoro, tanto che nel 1980 arriva all'arresto di mafiosi, ma il capitano viene ucciso e per la famiglia Borsellino arriva la prima scorta e cosi il clima in casa cambia .


Riesce a costruire un pool che comprende 4 magistrati; Falcone, Borsellino ,Barrile sempre sotto la guida di Rocco Chinnici.


Comincia anche a promuovere e partecipare ai dibattiti nelle scuole e cerca di incontrare sempre i giovani.


Nel pool viene chiesto il potenziamento della Polizia Giudiziaria e controlli bancari e ovviamente viene preteso l'intervento dello Stato.


Il 4 agosto 1983 viene ucciso Chinnici e a sostituirlo arriva Caponnetto e il pool continua il lavoro raggiungendo i primi risultati e infatti viene arresto Vito Ciancimino e arriva il primo pentito: Tommaso Buscetta e comincia la preparazione del Maxi Processo e il clima è terribile; Falcone e Borsellino viene trasferiti all'inizio del Maxi Processo l'opinione pubblica inizia a criticare i magistrati.


Concluso il primo maxi processo Paolo Borsellino chiede il trasferimento presso il Tribunale di Marsala per ricoprire l'incarico di Procurazione capo.


Il clima comincia a cambiare: nel 1987 Caponnetto è costretto a lasciare la guida del Pool per motivi di salute e tutti attendono la nomina di §Giovanni Falcone al suo posto ma si diffonde la paura di vedere il Pool distrutto e Borsellino comincia una vera lotta Politica, parla ovunque e racconta cosa è successo e solo il Presidente Francesco Cossiga interviene.


Il 14 settembre il CSM di pronuncia, sarà Anonimo Meli a ricoprire l'incarino e continua il lavoro contro la mafia e i pentiti parlano da qui gli attacchi a Paolo Borsellino diventano forti ed evidenti e nel mentre Flacone va a Roma perché sentono la necessità di coinvolgere le alte cariche dello Stato nella lotta contro la Mafia in quanto la magistratura da sola non può farcela, e Borsellino decide di tornare, ma gli vengono tolte le indagini sulla mafia di Palermo e gli vengono affidate quelle di Agrigento e Trapani e i nuovi pentiti confermano il legame tra mafia e politica.



A Roma viene istituita a Superprocura e vengono aperte le candidature ma Borsellino e Flacone temono che questa volta possa essere pericolosa.


Nel 1992 viene ucciso Falcone nella Strage di Capaci e Borsellino soffre molto e gli viene offerto il suo posto e cosi proseguono le indagini sull'attentato di Capaci.


Il 19 luglio Borsellino va a Villagrazia per rilassarsi, va in barca e dopo pranzo torna a Palermo per accompagnare la madre dal medico ma l'esplosione di un'autobomba sotto casa di Via D'Amelio strappa la vita del giudice e degli uomini della scorta.


 
 
 

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