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Il mondo piange l'inventore del rosso

"A 13 anni sognavo di vestire le star di Hollywood, sono sempre stato affascinato dai giornali e dal cinema".


Già giovanissimo Valentino Ludovico Clementa Garavani sapeva cosa sarebbe voluto diventare .


Lo stilista, nato a Vorghera l'11 maggio 1932 è scomparso a Roma lunedì 19 gennaio, nella sua casa sull'Appia Antica.


Aveva 93 anni e venerdì 23 gennaio è stato sepolto al cimitero Flaminio. Per realizzare il suo sogno , negli anni 50 scappò da quella nebbiosa provincia in cui era nato ("ringrazierò sempre mia madre per aver creduto in me quando a 17 anni me ne sono andato a Parigi a spese sue" ha detto in un'intervista) e si trasferì prima a Milano e poi nella capitale francese per lavorare nelle case di alta moda Jean Desses e Guy Laroche. Tornato in Italia in quella Roma dove starà fino alla fine, fondò la sua casa di moda col suo nome, nel 1959.

Nel 1960 l'incontro che segnò la sua vita: quello con Giancarlo Giammetti in un bar di Via Veneto (hanno bisticciato fino alla fine se fosse il Café de Paris o l'attiguo Doney), Valentino già stilista, Giammetti ancora studenti di Architettura.


Da li divenne il suo compagno di vita, il braccio destro, colui che si occupava della comunicazione e delle scenografie delle sfilate, che risolveva tutti i problemi senza disturbare il "creativo". Valentino lavorò al marchio con il suo nome fino alla primavera del 2008, la sua ultima sfilata di alta moda.


Nel 1998 aveva già venduto il brand a Hdp, della famiglia Romiti; nel 2002 il marchio passò nelle mani di Marzotto e nel 2007, ai fondi di Permira per poi arrivare, ai giorni nostri, al colosso francese Kering.


IL SUO STILE UNICO

Cosi famoso e iconico il "Rosso Valentino", una tonalità con una punta di arancio che lo incantò guardando a teatro la "Carmen" di Bizet, fece la sua comparsa nel 1959 nell'abito "Fiesta": in tulle, senza spalline, lungo fino al ginocchio e con rose tridimensionali sulla gonna. Da lì questo colore non lo abbandonò mai, in nessuna sfilata fino all'ultima del 2008. "Abbellisce moltissimo" era solito spiegare.


Nel 1968 stupì disegnando una collezione totalmente bianca. cosi bella che attirò le attenzioni di tutta Hollywood e non solo Jacqueline Kennedy scelse tra quelli della collezione l'abito per il suo matrimonio con Aristotele Onassis (il numero 202 della sfilata). E poi tanto rosa, pois, stampe a fiori abbinati a ruches, fiocchi, paillattes. Con una precisa idea "Non ho mai disegnato uno spacco posteriore da cui si vedono le caviglie e le scarpe di una donna". Tanto per dire l'eleganza.


PAZZE DI LUI

Le dive lo adoravano fin dagli anni 60. J. Kennedy nel 1963 si fece disegnare gli abiti per gli anni di lutto dopo la morte del marito, il presidente John Fitzegerard Kennedy. Erano sei, non solo neri ma sempre sobri e scuri.

A lei seguirono principesse di ogni parte del mondo a tante attrici: Audrey Hepburn, sempre nel 1963, nel film "Sciarada" sfoggiò un suo completo dopo sci. Liz Taylor indossò un suo vestito, di un giallo pallido, per il suo ottavo matrimonio nel 1991 con Larry Fortensky. E poi Valentino firmò gli abiti da sposa di Jennifer Lopez, Anne Hathaway, Pamela Anderson e Nicky Hilton.

Senza dimentica i red carpet più importanti: hanno indossato le sue creazioni star come Cate Blanchett, Joan Collins, Gwynet Paltrow, Julia Roberts (la sua preferita), Nicole Kidman, Brooke Shields, Sophia Loren e Jane Fonda, solo per citarne alcune.


Le case e le opere d'arte

Circondarsi di bellezze è sempre stato un gesto spontaneo per Valentino. Aveva case in luoghi da sogno; a Roma in via Appia antica; il castello di Wideville a Crespieres, vicino Parigi: un palazzo dell'800 a Holland Park, a Londra; una villa a Capri, un appartamento a New York con vista su Central Park, uno chalet a Gstaad, in Svizzera, dove andava a sciare. Senza dimenticare lo yacht TM Blue One, di oltre 40 metri.

In ogni residenza, oggetti di antiquariato, fiori freschi e opere d'arte tra quadri di Picasso, Andy Warhol, Francis Bacon.


 
 
 

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